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Tangenti a Sorrento: arrestato il sindaco Massimo Coppola

Stefano Gullo 21 Maggio 2025 2 min read
massimo coppola sindaco di sorrento
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Una mazzetta da seimila euro, consegnata in pieno centro cittadino, ha fatto scattare l’arresto del sindaco di Sorrento, Massimo Coppola. La scena – immortalata dai carabinieri in flagranza di reato – è l’epilogo di un’indagine esplosiva che mette nel mirino la gestione degli appalti pubblici nella perla della Costiera.

Ma partiamo dal principio.

L’inchiesta della Procura: soldi in cambio di appalti

Coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, l’indagine si focalizza attorno a un appalto da 4,6 milioni di euro per il servizio di refezione scolastica nel triennio 2023-2026. Secondo gli inquirenti, Coppola avrebbe preteso tangenti da un imprenditore campano in cambio dell’affidamento dei lavori. Non una tantum: si parla di un “accordo stabile”, con versamenti rateizzati fino a un totale di 120.000 euro.

Martedì sera, gli investigatori sono entrati in azione: il sindaco, 48 anni, è stato bloccato con la mazzetta appena ricevuta. Nelle tasche dell’imprenditore, microspie e banconote segnate. Un classico della cronaca giudiziaria italiana.

Accuse gravi: “Induzione indebita” e non solo

L’accusa formale è quella di induzione indebita a dare o promettere utilità, uno dei reati più gravi contro la pubblica amministrazione. Ma gli investigatori ipotizzano un sistema corruttivo più ampio, che coinvolgerebbe anche altri funzionari e collaboratori del Comune.

“Non si tratta di un episodio isolato – spiegano fonti vicine all’inchiesta – ma di un metodo consolidato, volto a truccare gare e favorire imprese amiche”.

Crolla l’immagine di Sorrento: “Una ferita per tutta la città”

Massimo Coppola, avvocato, era stato eletto nel 2020 con una coalizione di liste civiche, presentandosi come il volto nuovo della politica locale. Il suo arresto ha scioccato cittadini e operatori turistici: “Sorrento non meritava questo – commenta un commerciante del centro storico –. Dopo la pandemia cercavamo di rialzarci, e invece…”.

Il Prefetto di Napoli valuta ora il commissariamento del Comune, mentre la politica locale resta in silenzio. Clamoroso il gelo del governatore De Luca, che non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Retroscena e ombre: chi sapeva cosa

Dietro l’inchiesta, emergono anche interrogativi politici. Fonti giornalistiche parlano di segnalazioni già arrivate mesi fa in Procura, da parte di consiglieri comunali dell’opposizione. “C’erano voci insistenti – racconta un esponente civico – ma nessuno pensava si arrivasse a tanto”.

Nelle prossime settimane sono attesi nuovi sviluppi. Gli inquirenti non escludono altri arresti o avvisi di garanzia.

Il futuro del Comune: verso il commissariamento

Nel frattempo, la macchina amministrativa rischia la paralisi. Il vicesindaco ha assunto temporaneamente la guida dell’ente, ma l’ipotesi più probabile resta quella dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale. In ballo ci sono i fondi del PNRR e la gestione della stagione turistica estiva.

QUI L’ARTICOLO SULLA RIFORMA DELLA LEGGE SULLA CACCIA E I TUMULTI CHE STA SCATENANDO IN QUESTE ORE.

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